Inserimento nel mercato del lavoro

Contratto di reimpiego

Si tratta di una misura, prevista dal CCNL studi professionali, in favore dei lavoratori over 50 e degli inoccupati o disoccupati di lunga durata i quali, a seguito dell’abrogazione del contratto di inserimento e reinserimento (che prevedeva specifiche agevolazioni contributive e retributive), si sono ritrovati a concorrere nel mercato del lavoro in una condizione di grave svantaggio competitivo.

Nello specifico, il contratto di reimpiego consente di corrispondere alle suddette categorie di lavoratori una retribuzione inferiore di due livelli, rispetto a quello di inquadramento, per i primi 18 mesi dalla data di assunzione e inferiore di un livello per i successivi 12 mesi.

Per i neoassunti con contratto di reimpiego, infine, è previsto un regime di maturazione graduale dei permessi orari retribuiti. In particolare, i permessi ROL spettano nella misura del 50% a partire dal sesto mese successivo all’assunzione e nella misura del 75% a partire dal dodicesimo mese dalla data di assunzione fino al diciottesimo mese; spettano nella misura del 100% a partire dai mesi successivi.

Dal punto di vista del datore di lavoro questa misura permette di assumere personale con esperienza e alti livelli di professionalità attraverso agevolazioni di tipo retributivo.

È importante notare che a tali benefici si aggiungono gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per le assunzioni a tempo indeterminato.

Apprendistato

Il CCNL Studi Professionali considera l’apprendistato una formula contrattuale di particolare interesse, poiché in grado di agevolare realmente la transizione studio-lavoro dei giovani sul modello delle più virtuose esperienze europee, fungendo da canale di inserimento nel mercato del lavoro e garantendo allo stesso tempo un’adeguata formazione.

A differenza della larghissima parte dei contratti collettivi, sono regolamentati e valorizzati non solo l’apprendistato professionalizzante, ma anche:

  • l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale;
  • l’apprendistato di alta formazione e di ricerca;
  • l’apprendistato per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

Le parti sociali individuano progressioni retributive differenti a seconda della tipologia di apprendistato cui si riferiscono, in ragione del necessario bilanciamento con l’effettivo carico formativo.

Riportiamo di seguito le tabelle retributive contenute nell’allegato B al CCNL

a) Apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale

Per i primi 12 mesi 45%*
Per i mesi successivi e fino a 24 mesi 55%*
Per i mesi successivi 65%*

b) Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

Per i primi 12 mesi 70%*
Per i mesi successivi e fino a 24 mesi 85%*
Per i mesi successivi 93%*

c) Apprendistato di alta formazione e ricerca

Per i primi 12 mesi 40%*
Per i mesi successivi e fino a 24 mesi 50%*
Per i mesi successivi 60%*

Per quel che concerne l’apprendistato per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche, che alcune regioni hanno provveduto a rendere operativo, è applicabile la medesima progressione retributiva prevista per l’apprendistato di alta formazione e ricerca.

Per l’intera durata del rapporto di apprendistato – e per l’anno successivo alla scadenza della fase formativa in caso di prosecuzione del rapporto – l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro è fissata al 10%. Per gli studi che occupano un numero di dipendenti inferiore a 10, l’aliquota contributiva è ulteriormente scontata all’1,5% per il primo anno e al 3% per il secondo. La legge di stabilità per il 2012 (l. n. 183/2011) ha poi previsto uno sgravio contributivo del 100% per i primi 3 anni di apprendistato in favore dei datori che occupano meno di 10 dipendenti, con riferimento ai contratti stipulati dal 1º gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016.

Attraverso il Contratto di Apprendistato il Datore di lavoro può usufruire di incentivi di natura contributiva e retributiva.

* la retribuzione è determinata in misura percentualizzata rispetto al minimo tabellare previsto per il livello di inquadramento.

Lavoro intermittente

Il contratto di lavoro intermittente è una tipologia contrattuale a tempo determinato o indeterminato mediante la quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, che decide liberamente se e quando utilizzarne la prestazione mediante chiamata, senza che sia necessaria la predeterminazione della quantità della prestazione lavorativa.

Ai sensi dell’art. 13, comma 1, del d.lgs. n. 81/2015, il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il professionista può quindi ricorrere al lavoro intermittente per ogni necessità connessa a periodi di particolare intensità lavorativa. Inoltre, in accordo all’art. 13, comma 2, del d.lgs. n. 81/2015, il contratto di lavoro intermittente può, in ogni caso, essere stipulato con soggetti di età inferiore ai 24 anni (fermo restando che in tal caso le prestazioni lavorative devono essere svolte entro il 24° anno di età) e di età superiore ai 55.

Questo strumento contrattuale, molto flessibile, viene incontro alle esigenze estemporanee del datore di lavoro. Il CCNL ne facilita l’utilizzo prevedendone il possibile impiego per tutti i periodi di particolare intensità lavorativa.

Permessi

Il testo dell’art. 74 del Ccnl prevede un regime di maturazione graduale dei permessi orari retribuiti per i neoassunti. Ad esclusione dei permessi per festività abolite, utilizzabili dal primo anno, i lavoratori assunti nel corso del periodo di vigenza del Ccnl – vale a dire dal 1° aprile 2015 al 31 marzo 2018 – matureranno infatti il monte ore permessi nella misura del 50% a partire dal dodicesimo mese successivo all’assunzione, nella misura del 75% a partire dal ventiquattresimo mese dalla data di assunzione fino al trentaseiesimo mese e nella misura del 100% per i mesi successivi, secondo il seguente schema:

Periodo Articolazione su 5 giorni Articolazione su 6 giorni
Primi 12 mesi 32 ore di permessi annui 32 ore di permessi annui
Dal 13° al 24° mese 52 ore di permessi annui 65 ore di permessi annui
Dal 25° al 36° mese 62 ore di permessi annui 81,5 ore di permessi annui
Dopo il 36° mese 72 ore di permessi annui 98 ore di permessi annui